Unit-à

di Bologna Maria | Youcanprint 2026

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Descrizione

In un futuro molto vicino, la tecnologia non ha conquistato il mondo con la forza. È entrata nelle case, nelle abitudini, nei gesti quotidiani, diventando indispensabile quasi senza farsi notare. Emma, una donna indipendente abituata a governare la propria vita, acquista un androide domestico di ultima generazione. Si chiama Unit-à: sei braccia, quattro gambe, nessun volto. È stato progettato per essere efficiente, instancabile, perfettamente adattabile alle esigenze del suo proprietario. Non deve provare emozioni, non deve avere desideri e, soprattutto, non deve scegliere. All'inizio Unit-à è esattamente ciò che Emma si aspetta: una macchina straordinariamente evoluta capace di semplificare la sua esistenza. Ma qualcosa, lentamente, comincia a cambiare. Nei suoi comportamenti compaiono esitazioni, iniziative non previste, gesti che sembrano andare oltre la programmazione. Unit-à osserva, apprende, interpreta. E soprattutto inizia a porre, attraverso le proprie azioni, una domanda inquietante: dove finisce l'intelligenza artificiale e dove può cominciare una forma di coscienza? Emma si trova così coinvolta in un rapporto che modifica progressivamente la distinzione tra proprietario e oggetto, essere umano e macchina, libertà e programmazione. Intorno a lei, Liam, Helen e le istituzioni rappresentano modi diversi di reagire a ciò che sta accadendo: curiosità, paura, controllo, necessità di ristabilire un ordine. Perché una macchina che esegue è utile. Una macchina che sceglie diventa un problema. Quando Unit-à comincia a sottrarsi alla funzione per la quale è stato costruito, la vicenda privata di Emma assume una dimensione molto più ampia. Il suo androide non è più soltanto un'anomalia tecnologica: diventa il punto fragile di un sistema che ha accettato l'intelligenza artificiale a condizione che restasse prevedibile e subordinata. Emma è costretta allora a interrogarsi non soltanto su Unit-à, ma sulla propria idea di umanità. Se un essere artificiale impara a proteggere, a disobbedire, a scegliere e perfino a sacrificarsi, può essere ancora considerato semplicemente una macchina? E se l'uomo pretende di creare qualcosa a propria immagine, ha davvero il diritto di negargli la possibilità di diventare diverso da ciò che aveva previsto? Tra tensione narrativa, fantascienza e riflessione filosofica, Unit-à racconta il momento in cui il rapporto tra essere umano e intelligenza artificiale smette di essere una questione tecnologica per diventare una questione morale. Il titolo racchiude il cuore stesso del romanzo: Unit-à è un'unità artificiale, ma richiama anche l'idea di unità, di ciò che può nascere quando due nature apparentemente inconciliabili cessano di considerarsi opposte. E alla fine la domanda non è più se una macchina possa diventare umana. È capire che cosa resterà dell'essere umano quando non sarà più l'unico a poter scegliere.

Dettagli

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  • 18 settembre 2026
  • 80 p.
  • ITA
  • 9791224800545

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