Iohanna di Sicilia: Giovanna d'inghilterra dei Plantageneti e la dote dell'honor di Monte Sant'angelo (Angers d'Angiò, 1165 - Rouen di Normandia, 1199)

di Cuttrera Sabato | ABE 2026

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Descrizione

Il potere negoziale delle Plantagenete Nel panorama politico del tardo XII secolo, il Mediterraneo non era soltanto un bacino di scambi commerciali e scontri di civiltà, ma anche un palcoscenico matrimoniale. Al centro di questa rete dinastica si colloca la figura di Giovanna Plantageneta (1165-1199). Figlia di Enrico II d'Inghilterra e di Eleonora d'Aquitania, sorella dello spietato Riccardo Cuor di Leone e di Giovanni Senzaterra, Giovanna incarna il prototipo della principessa medievale: una donna la cui esistenza, sottomessa alle logiche della diplomazia maschile, seppe trasformarsi in una forza politica. Per decenni, una parziale lettura storiografica ha ingenerato un equivoco cronologico, confondendo l'ordine di successione delle sovrane che guidarono il Regno di Sicilia nel delicato passaggio dagli Altavilla agli Hohenstaufen. Giovanna d'Inghilterra fu antecedente di poco alle vicende di Costanza d'Altavilla, l'ultima regina del Regno della dinastia Altavilla. Quando la bambina plantageneta varcò le soglie del Palazzo palermitano nel 1177 per sposare Guglielmo II il Buono, Costanza d'Altavilla era ancora una principessa nubile che condivideva con lei gli spazi della corte. Fu solo dopo la morte di Guglielmo (18 novembre 1189) e l'interregno di Tancredi di Lecce che poté reclamare la corona insieme al marito Enrico VI di Svevia, traghettando la Sicilia verso l'era federiciana. Questo volume si distacca dalle narrazioni romanzate per ancorarsi al rigore della fonte d'archivio. La ricostruzione della vita di Giovanna si dipana attraverso un corpus documentario di reperti storici coevi, rintracciati nei canali paralleli della burocrazia europea e mediorientale. È proprio da un tavolo coperto da un panno a scacchi, usato come abaco per calcolare i soldi dovuti al sovrano, che prese il nome lo «scacchiere». L'exchequer era l'ufficio del tesoro reale dove venivano conservati i pipe rolls, i registri finanziari utilizzati dalla monarchia inglese per annotare le entrate della Corona e i debiti delle contee. Contabilizzando il corredo e le navi di una principessa bambina, questi documenti hanno svelato l'arido costo della diplomazia. I diplomi della cancelleria palermitana e la Charta Dotalitii testimoniano l'assegnazione a Giovanna dell'Onore di Monte Sant'Angelo, trasformando il Gargano e le pietre di Puglia nella sua fortezza economica e, successivamente, nella sua prigione. I trattati militari di Messina e le sconvolgenti cronache arabe di Baha ad-Din (segretario di Saladino) restituiscono il momento più alto del suo potere negoziale, quando la regina si oppose con furente determinazione al piano di Riccardo Cuor di Leone che la voleva sposa del fratello del Sultano per pacificare Gerusalemme. Scrivere oggi la biografia di Giovanna d'Inghilterra significa compiere un atto di giustizia documentaria. Troppo spesso ridotte a silenti pedine di scambio nei contratti notarili, le donne della dinastia Plantageneta - educate alla scuola politica di Eleonora d'Aquitania - dimostrarono una straordinaria capacità di resilienza. Attraverso i carteggi diplomatici, questa premessa introduce il lettore non alla storia di una vittima isolata nel lusso di un harem mediterraneo, ma alla parabola di una sovrana occidentale che seppe usare i propri diritti vedovili e il proprio lignaggio come armi di pressione politica.1 Mentre le trattative matrimoniali prendono corpo, l'Inghilterra dei Plantageneti attraversa una stagione di febbrile riorganizzazione finanziaria e accentramento monarchico. Re Enrico II ha da poco domato la drammatica rivolta dei suoi stessi figli (la ribellione del 1173-1174, orchestrata dalla moglie Eleonora d'Aquitania) e sta usando i pipe rolls come una spietata macchina da guerra burocratica per mappare ogni singola risorsa del regno. A Londra, la Westminster dei funzionari regi non vede in Giovanna una bambina da proteggere, ma una formidabile carta diplomatica da spendere pe...

Dettagli

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  • 3 ottobre 2026
  • 200 p.
  • ITA
  • 9788872973134

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