Isabelle de' Clermont, Isabella dei Chiaromonte di Lecce. La regina della moda nel Rinascimento

di Bascetta Arturo | ABE 2026

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Descrizione

I funerali di Isabella de Clermont, nata del real sangue della casa di Francia e defunta come Isabella I d'Aragona Regina di Napoli, furono celebrati in grande pompa, a testimonianza del dolore dei parenti pugliesi e siciliani. Il Re e il popolo piansero per quella soave vita strappata alla Rinascenza Napoletana. Furono esequie memorabili. Ricordavano quelle della Regina Maria d'Enghien, fra sete celesti e oggetti preziosi luccicanti: lo pallio fu de panno d'oro, e la coltre del letto de panno d'oro, li quali foro donati a la chiesa de s.Pietro martire e foronge all'esequie tutte le religioni e tutti li prieiti. Così scomparve la Regina destinata alle amarezze del combattimento e non alle gioie della vittoria.118 Il cordoglio di Re Ferrante I del 31 marzo e lo sfarzo dei solenni apparati funebri predisposti dalla corte aragonese per la sepoltura della Regina trovarono sanzione amministrativa nei decreti di spesa della Sommaria. Per risarcire il tempio domenicano delle perdite subite durante gli anni della crisi bellica, il sovrano decretò donazioni perpetue di panni dorati e la completa esenzione dai carichi fiscali urbani per l'intera durata delle esequie, in hac civitate suspendantur pro tribus diebus ob solemnes exequias celebrandas, et detur summa mille ducatorum venerabilibus fratribus ecclesiae Sancti Petri Martyris pro missis et officiis funebribus perpetuo celebrandis ante eius nobile sepulcrum.119 Per addobbare a lutto la chiesa furono trasportati sia il letto grande della defunta, incoronata e vestita dell'abito dei domenicani, sia il pallio che guidò l'ultimo corteo partito dal palazzo. Così l'Anonimo d'Aragona: - A' 31 marzo fu fatto solenne ossequio della detta ill. Regina Isabella: foro vestito de nigro quattro uomini per seggio, li quali portaro lo pallio con altri Sig. de lo reame; e lo letto grande lo portaro signori delo reame, e fo portata a s.Pietro martire, et andò vestita con l'habito di s.Domenico con una corona in testa, ed una palla d'oro a la mano sinistra, et una bacchetta a la mano destra, e foro date torcie a tutti gentiluomini d'una libbra, ali altri de meza libra.120 Isabella fu pianta per aver terminato i suoi giorni senza mai aver odiato nessuno, neppure lo zio, non avendo un solo barone per nemico. Così Pontano: - La morte le tolse di esercitare la gratitudine e la liberalità verso coloro che avevano secondato i suoi sforzi: il che dolse assai all'universale, perché tutti, e in specie i buoni, stimavano utilissima la sua vita sua.121 Fu sepolta, secondo le sue volontà, nella chiesa di San Pietro Martire, dove aveva restaurato la cappella di San Vincenzo Ferrer, che dotò di 8.000 ducati in broccati e sue stoffe preziose. I frutti della vita esemplare di Isabella furono colti da altri, a cominciare dai figli, sebbene ne diffusero "virtù e carisma nelle più importanti corti italiane ed europee". Dopo averla compianta "per la prudenza, e virtù sua", il Re ordinò ugualmente le nozze in pompa magna, essendo la sposa figlia di quel duca di Milano che, con i suoi rinforzi e con il pignoramento della corona, aveva contribuito e non poco alla riappacificazione del reame.122 I festeggiamenti si tennero sei mesi dopo, il 14 settembre 1465, quando Alfonso II e Ippolita Maria Sforza divennero duchi di Calabria, come promesso l'anno prima dal duca di Milano, favorendo la bontà del Re che si diede a dispensare Terre e a creare nuovi baroni.123 Nonostante il grande amore, sepolta Isabella "sotto il coro" della sua chiesa, Ferrante deciderà di ammogliarsi nuovamente, tentando di allontanare definitivamente le mire espansionistiche dei cugini spagnoli. Lo farà nel 1476 con Giovanna d'Aragona, figlia dello zio Giovanni II Re d'Aragona, dalla quale avrà Carlo (morto bambino) e Giovannella d'Aragona (maritata a Ferdinando II detto Ferrandino, successore del padre Alfonso II). Ferrante I morirà il 25 gennaio 1494, sepolto in San Domenic...

Dettagli

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  • 2 ottobre 2026
  • 170 p.
  • ITA
  • 9788872973097

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