Ricicli. Teorie da concetti nomadi e di ritorno

AA.VV. | Aracne 2014

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Descrizione

E se vi fosse un'astuzia, un nascondimento, una rimozione, in tutto questo proliferare di discorsi intorno al recuperare, al riusare, al recycling e all'upcycling? Dai grigi uffici ministeriali a quelli degli imprenditori, dalle aule impolverate di accademie e università agli spazi illuminati di musei, gallerie e showroom, il recuperare celebra un po' ovunque le sue qualità; le sue virtù senz'altro ecologico-morali, promettendo implicitamente di stringere un nuovo patto simbolico fra ciò che resta della realtà e i miti universali della eterna rinascita e della perenne rigenerazione. Dall'estremo del nichilismo, dai paesaggi globalizzati del trash, sembra pertanto levarsi di nuovo una consolazione, quasi una religione non priva di culto. Al punto che anche i documenti dei più sobri Uffici dell'Ambiente, persino in Svizzera, si concedono titoli pieni di voli pindarico-eraclitei: "Rifiuti biogeni: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma". Ma anche a livello ufficiale, questo canto non è senza un più sommesso controcanto: "Il numero degli apparecchi elettrici ed elettronici è in aumento, mentre si assiste a una riduzione del tempo di impiego dei singoli prodotti. Pertanto continua ad aumentare la quantità di rottami elettrici ed elettronici".

Dettagli

  • Autore:
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  • Anno edizione:
  • AA.VV.
  • Aracne
  • -
  • 2014
  • In commercio dal:
  • Pagine:
  • Lingua:
  • EAN:
  • 2 luglio 2014
  • 208 p.
  • ITA
  • 9788854871762

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